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Basket in Carrozzina: A tu per tu con Antonio Cugliandro: ” Non è solo attività agonistica ma lavoriamo anche nel sociale. La disabilità non è un limite”

Oggi 25 Aprile 2020, abbiamo intervistato tramite il nostro social Instagram Tutto lo Sport in un clic abbiamo intervistato coach Antonio Cugliandro del Reggio Calabria Basket in Carrozzina. Ecco le domande fatte e le sue risposte.

Questa stagione del basket in carrozzina com’è finita?

“Un po come tutti gli sport, nel senso che è finita che abbiamo interrotto la stagione, è stata annullata dalla federazione. Avevamo vinto tutte le partite, ci credevamo. Sembra che il destino non sia dalla nostra parte. Unico che ci poteva sconfiggere è stato proprio questo maledetto virus”

Spiega come funziona l’inserimento della formazione che si basa su un punteggio massimo, a base di cosa si da questo punteggio?

La differenza è che non possiamo schierare in campo i giocatori che preferiamo ma in base ad una classificazione dovuta in base alla disabilità. Più grave è la disabilità più basso sarà il punteggio che va da 1 a 4,5. Gli allenatori in base alla categoria devono rispettare dei punteggio, in B il punteggio massimo è 15, in A 14,5 e in Nazionale 14. Altrimenti si rischia il fallo tecnico degli arbitri”

Quando fu fondata la squadra della Reggio Basket in Carrozzina?

“La fondazione della squadra fu a Febbraio del 2016. Questa era la 4a stagione, su 4 stagioni abbiamo centrato sempre i Playoff. Siamo stati sempre protagonisti per la promozione in Serie A. La serie B è di circa 30 squadre e arrivare tra le prime 4 non è facile, anche quest’anno eravamo primi e imbattuti. Non è solo attività agonistica quella che facciamo, lavoriamo anche nel sociale per sensibilizzare il nostro territorio. La disabilità non è un limite. Notiamo che se passeggiamo sul corso Garibaldi di Reggio adesso la gente è più vicina, mentre all’inizio era un po distaccata, diciamoci la verità la disabilità può fare paura ma adesso vediamo bambini che vanno a mettersi sulle ginocchia dei ragazzi”

Ci sono anche molte problematiche come fare canesto? Infatti date la possibilità ai tifosi di sedersi su una carrozzina e provare a fare canestro.

“Esatto, non è facile fare canestro. Infatti come hai detto tu alla fine di ogni tempo diamo la possibilità alle persone di fare canestro e molte non arrivano nemmeno a sfiorare il canestro”

La difficoltà attuale adesso sono gli sponsor?

“Normalmente se si aveva difficoltà a trovare soldi nel dilettantismo, figuriamoci adesso cosa potrà succedere. Da riazzerare tutto e magari fare a meno di alcuni voci. Noi che siamo obbligati a trovare atleti dall’estero, dovremmo capire anche la reale spesa da permetterci il prossimo anno. Iscriverci sarà un successo”

Vuoi fare dei ringraziamenti?

“Ringrazio tutto lo staff, al nostro Sponsor, i miei ragazzi per tutto quello che hanno fatto durante questi mesi, che purtroppo è finito cosi. Ringrazio te anche per avermi invitato anche questa volta che anche tu sei molto vicino alla nostra realtà”

Domenico Tripodi

Tutto lo Sport in un clic

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